Specializzazione fantasma per i fisici medici?

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Specializzazione fantasma per i fisici medici?

In una lettera scritta al Direttore di Quotidiano Sanità Davide Gurrera, rappresentante AIFM degli specializzandi in Fisica Medica, pone ancora una volta in evidenza la disparità di trattamento fra i medici specializzandi e gli specializzandi delle Scuole di specializzazione non mediche. L'argomento è stato più volte affrontato, a vari livelli, ma non ci sono mai state risposte concrete soddisfacenti da parte degli interlocutori. I medici specializzandi, in una lettera al Direttore di Quotidiano Sanità, si dicono pronti a mobilitarsi in caso di mancato adeguamento del numero di borse di studio messe a disposizione; e gli specializzandi in Fisica Medica? Gurrera, fiducioso nella struttura democratica del nostro paese e nella disponibilità di chi lo guida, auspica una soluzione che non debba passare attraverso la mobilitazione. 

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Come già scritto - ieri sera - all'interno del gruppo facebook "Sala Fisici Medici", mi stupisce quest'inversione di tendenza nelle modalità di rivendicazione da parte degli specializzandi.

Perché si tratta di rivendicare il diritto a un trattamento dignitoso, di cercare di ottenere risorse uniformi e ragionevolmente distribuite sul territorio nazionale; le richieste avanzate fino adesso non hanno sortito risultati apprezzabili: siamo ancora senza contratti di formazione, la presenza delle scuole di specializzazione sul territorio è disomogenea, la loro organizzazione differenziata oltre una ragionevole autonomia e il numero dei posti messo a bando legato più alle valutazioni dell'università che a un serio censimento del fabbisogno.

Dubito fortemente che affidarsi alla "struttura democratica del mio Paese e nella disposizione all’ascolto di chi Lo guida" possa portare a qualche risultato, considerando che ben pochi dei nostri legislatori e governanti conoscono la figura del Fisico Medico.

Dopo le battaglie condotte durante la specializzazione, e i risultati ottenuti nell'ambito della scuola di Milano, dopo le istanze portate avanti coi colleghi rappresentanti di altre scuole e di altre facoltà (dal poster al congresso AIFM di Torino, alla partecipazione al Coordinamento Italiano Specializzandi di Area Sanitaria)  aspettavo di essere nelle condizioni di poter appoggiare le legittime richieste degli specializzandi stando dall'altra parte della barricata; a quanto pare la linea è cambiata.

Un sincero in bocca al lupo,

mi auguro, per voi e per la nostra professione, di potermi rimangiare presto quanto scritto.

cordialità,

Giuseppe Rinaldin

Sono pienamente d'accordo con Giuseppe Rinaldin. Sono una specializzanda e  so per certo che diversi miei amici anch'essi specializzandi o già specializzati la pensano come me. Probabilmente non si trovano nel gruppo fb da lei menzionato, o qualcuno come me è stato cancellato per aver commentato educatamente un post. Credo che affidarsi alla struttura democratica del Paese sia equivalente a sedersi sotto l'albero e aspettare che la mela cada in bocca. Tra l'altro, purtroppo, non sempre chi ci rappresenta è una persona democratica.

Cara Debora, se quello che racconti e' vero, allora e' abbastanza imbarazzante per un gruppo di giovani professionisti. Non sono un patito della politica e delle discussioni in genere fatte sui social network. Ci partecipo e le subisco senza entusiasmo. Ma se davvero siamo al punto che in un gruppo di quattro fisici ci si censura a vicenda, devo ricredermi e iniziare a coltivare facebook come forma di intrattenimento comico alternativo e a costo zero. Soprattutto credo che, se confermate, situazioni del genere pongano un termine quasi definitivo ad ogni speranza di novita' positive per il futuro degli specializzandi e della professione in genere. Ho fatto politica in passato e so che chi si propone per ruoli pubblici deve, prima di tutto, ascoltare per riuscire poi a fare la migliore sintesi possibile delle opinioni che rappresenta. Adesso sono fuori dal tunnel della politica e mi diverto a criticare liberamente, posso parlare anche quando dovrei tacere. Quando si e' in politica, invece, ho imparato che i tempi dell'ascolto e della parola cambiano notevolmente. Non solo questione formale: c'e' molta sostanza dietro il modo con cui ci si approccia al dialogo.

Per quanto riguarda la mobilitazione, invece, so quanto sia difficile portare un gruppo di persone ad intraprendere azioni fuori dall'ordinario. Soprattutto perche' ci sara' sempre chi "correra' dalla maestra a spifferare tutto e a dichiararsi incolpevole" come alle elementari. Soprattutto in un contesto di difficolta' come quello che viviamo, sono convinto che qualche "crumiro" che spera di fare la bella figura con il suo capo si trovera' sempre. Ma, secondo me, vale la pena provarci. Anche con azioni semplicemente simboliche. Si va mezza giornata a Roma con i contatori proporzionali in mano oppure si bloccano i piani di cura per un'ora in tutta Italia (senza penalizzare i pazienti, ovvio). Ma in qualche modo bisogna farsi sentire. Perche' in alto, nei palazzi, arrivano centinaia di lamentele ogni giorno. E la selezione sulle lamentele alle quali dare risposta avviene semplicemente sulla base del criterio di dare ascolto a chi grida piu' forte. Di questo possiamo esserne piu' che certi. A meno che non si dispone di qualche arcangelo che possa annunciare lieti eventi per noi.

Caro Francesco, purtroppo quello che ho scritto è assolutamente vero ed anch'io come te non sono un'amante delle polemiche o discussioni sui social network o sui blog. Sono intervenuta qua così come in quel gruppo, solo perché è un tema che mi riguarda in prima persona. Per la mobilitazione, sono d'accordo con tutto quello che hai scritto.Spero che i giovani futuri fisici medici si rendano realmente conto della situazione in cui ci troviamo.

Leggendo i commenti al post e anche quelli su sul gruppo FB "Sala Fisici Medici" colgo molte aspettative -e ci mancherebbe!-, voglia di mobilitarsi, di creare una base di sensibilità comune, scambio, collaborazione. L'osservazione che pochi legislatori ci conoscono. Che non basta cercare accordi ad alto livello, ma si deve agire contemporaneamente partendo dalla base. Riflettendo sulle soluzioni possibili, e sui mezzi da mettere in campo per realizzarle, voglio spendere una parola sul nostro sito. Abbiamo la necessità di farci conoscere...bene, le pagine del Forum ricevono ormai dalle 13000 alle 15000 visite al mese, trend in crescita. Oltre che nei post sul sito, arrivano mail di ringraziamento da parte delle persone che ci hanno scritto e chiesto indicazioni (stime di dose, rischio associato...) soprattutto per casi pediatrici o riguardanti le donne in età fertile sottoposte a indagini/trattamenti con radiazioni ionizzanti. Ringraziano e pubblicizzano la nostra iniziativa. In questo modo ci facciamo conoscere, non solo nella stretta cerchia dei professionisti con i quali veniamo a contatto negli ospedali, ma in un contesto più ampio, che sempre più ci interpella e riconosce la nostra autorevolezza in determinati ambiti. Quindi? Sfruttiamo il nostro sito, la VETRINA DI AIFM VERSO IL MONDO! Utilizziamo il blog per scambniare opinioni, esperienze, commenti, osservazioni...pubblichiamo articoli di carattere divulgativo, negli spazi ai quali si accede dalla Home del sito (radioterapia, radiologia, medicina nucleare, categorie speciali...), facciamo sentire la nostra voce e diventiamo, con gli anni, degli influencer...allora non avremo più bisogno di mendicare favori, saranno gli interlocutori stessi, che oggi inseguiamo, a venirci a cercare.

In sintesi, abbiamo un problema, abbiamo però anche possibili soluzioni, perché non percorrerle? Il mio appello è soprattutto ai giovani, frequentiamo attivamente il nostro sito, facciamo sentire la nostra voce, parliamoci!