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Rx bambina 18 mesi torace e zona anteriore del collo  

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Laura Benazzi
(@laura-benazzi)
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Buongiorno ho fatto fare una rx torace -estendendo l'irradiazione alla zona anteriore del collo - alla mia bambina quando aveva 18 mesi perché aveva una tosse persistente e si temeva dovuta all'ingestione di corpo estraneo circa un mese prima. Purtroppo non sono stati considerati i rischi dovuti alla pericolosità dell'irraziazione al collo a questa età, io stessa non ne ero a conoscenza, nè il radiologo mi ha allertato. Ora a circa 7 mesi di distanza dalla rx sono stati diagnosticati alla bambina due noduli tiroidei (uno di 5 mm e uno di 2/3 mm) di cui non si conosce ancora la natura benigna o maligna. Volevo chiedere se una rx al collo anteriore all'età di 18 mesi può determinare un carcinoma alla tiroide (se le probabilità sono alte) e in quanto tempo può svilupparsi dall'esposizione ai raggi x. È stata effettuata una sola esposizione. Grazie

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Postato : 5 Agosto 2020 10:57
fisicimedici
(@fisicimedici)
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Buongiorno Sig.ra,

abbiamo letto con molta attenzione il quesito che ci ha inviato che riporta il suo stato di preoccupazione circa le possibili conseguenze derivanti dalle esposizioni di Sua  figlia e ci sentiamo nelle condizioni di tranquillizzarla.

Innanzitutto, l’esposizione dei bambini alle radiazioni ionizzanti è sempre legata ad un’attenta valutazione da parte dei medici radiologi che analizzano i rischi e i benefici del singolo esame in relazione al quesito diagnostico posto dal medico prescrivente l’esame.

 

Qualsiasi procedura medica che comporti l’esposizione del paziente a radiazioni ionizzanti richiede l’applicazione di due principi fondamentali della radioprotezione: giustificazione e ottimizzazione.

“Giustificazione” significa certezza che l’esecuzione dell’esame porti un beneficio netto e dimostrabile per il paziente; “ottimizzazione” significa conduzione dell’indagine in modo da ottenere le informazioni, necessarie per rispondere al quesito diagnostico, con la minima esposizione possibile del paziente.

L’applicazione dei principi di radioprotezione non è soltanto buona pratica medica, ma è anche un preciso obbligo che la legge italiana impone agli operatori (D.Lgs. 187/00).

 

L’eventuale rischio dovuto alle radiazioni è legato ad una grandezza fisica detta dose. Sebbene non sia possibile effettuare una valutazione a priori della dose assorbita dalla sua bambina poiché sarebbe necessario conoscere le informazioni di dettaglio sullo svolgimento degli esami, le radiografie che Lei ci descrive espongono di norma il paziente ad una dose di radiazioni ionizzanti estremamente contenuta.

Di conseguenza il rischio di sviluppare patologie neoplastiche associato a tali esami è tanto contenuto da poter essere considerato trascurabile e non significativo rispetto al rischio già naturalmente esistente per ogni individuo. Consideri che quotidianamente siamo esposti al fondo naturale di radiazioni ionizzanti, variabile da zona a zona, per molti aspetti simili a quelle utilizzate per eseguire gli esami radiografici su Sua figlia. Queste radiazioni, provenienti dal suolo, dai materiali di costruzione, dalla radiazione cosmica e anche da alcuni alimenti che ingeriamo, senza che ce ne accorgiamo vengono assorbite dal nostro organismo 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno; proprio per questo motivo l’uomo ha sviluppato nel corso della sua evoluzione, sofisticati meccanismi di riparazione di eventuali danni al DNA prodotti dalla radiazione naturale. Cautelativamente si potrebbe dire che, per i radiogrammi effettuati, Sua figlia abbia ricevuto una dose equivalente a qualche settimana aggiuntiva di esposizione al fondo naturale di radiazione.

A supporto di quanto detto, consideri che secondo una pubblicazione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) del 2016, l'aumento di rischio di patologie neoplastiche per un bambino di tutte le classi di età che è stato sottoposto ad una (o più) radiografie della tipologia cui è stato sottoposto Sua figlia è trascurabile e non significativo.

 

Nel caso in cui questa risposta non dovesse tranquillizzarLa, per dubbi e perplessità La invitiamo a non fare ulteriori ricerche su web o, almeno a consultare pagine pubblicate da Associazioni di comprovata scientificità quali AIFM -  http://www.fisicamedica.it/aifm/11_rubr_s/spip.php?article78  - o a contattare un Fisico Medico che opera presso la struttura sanitaria ove Suo figlio ha effettuato l'esame, o in subordine, un Fisico Medico della Sua città. Anche in questo caso AIFM sarà lieta di indirizzarla verso Esperti in Fisica Medica in grado di confrontarsi direttamente con Lei.

Nella speranza di essere stati di aiuto, La ringraziamo per averci contattato e La salutiamo cordialmente.

RispondiQuota
Postato : 13 Agosto 2020 08:35
Laura Benazzi hanno apprezzato
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