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Radiometabolica per carcinoma tiroideo con yodio radiattivo  

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Maria Rosa
(@maria-rosa)
Membro Attivo

Buonasera, mi chiamo Rosa e mi pongo in contatto con voi perche´sono molto preoccupata per il tema che vi espongo in seguito:

mercoledi scorso (30 di settembre) mi sono ricoverata per effettuare terapia radiometabolica con iodio 131poichè sono una paziente con carcinoma tiroideo. Il medico nucleare mi ha prescritto una dose di 100 mci che ho ingerito la mattina del mercoledi. Fino a venerdi mattina sono rimasta in ospedale, in una stanza di piombo, completamente isolata e venerdi mattina mi hanno dimesso con i seguenti valori analizzati dal dipartimento di fisica nucleare dell'ospedale:

Attivitá amministrata: 3700 MBq

Data di amministrazione del farmaco :30/09/20

Data di dimissione: 2/10/2020

Valore alle dimissioni: (1 metro) 16,3 microSv/h

 

Nel referto si specifica che devo mantenere una distanza di sicurezza dai miei bambini (4 anni e 10 mesi) di un metro per 4 giorni (dal bambino di 4 anni) e 5 giorni (dalla bambina di 10 mesi) e altre norme di comportamento che non sto qui a decsrivere.

La mia perplessitá riguarda il numero di giorni che mi èstato calcolato, in quanto conosco varie persone (e sono membra di vari gruppi sul carcinoma della toroide) che hanno ricevuto lo stesso trattamento (con la stessa dose o anche minore) ma sono state isolate dai loro figli per 15 giorni.

 

Volevo chiedere un vostro parere in merito e se per voi è meglio che stia isolata per piu tempo, perchè ho paura che la mia vicinanza possa danneggiare i miei figli, dato che sicuramente staró ancora emettendo radiazione nella zona del collo.

 

Inoltre, ho comprato un collare protettivo per la tiroide di piombo, volevo sapere se ho fatto bene e se é meglio che lo uso io quando starò con la bambina in braccio per i primi giorni, o é meglio che lo indossino i bambini. A tal riguardo approfitto per fare una domanda scientifica: dove va o in cosa si trasforma l'energia che viene schermata dal piombo?

 

Grazie di cuore come sempre per la vostra disponibilitá e l'aiuto che date con il vostro supporto professionale,

un cordiale saluto

Rosa 

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Postato : 6 Ottobre 2020 20:04
c.traino@ao-pisa.toscana.it
(@c-trainoao-pisa-toscana-it)
Utenti

Buonasera, mi chiamo Rosa e mi pongo in contatto con voi perche´sono molto preoccupata per il tema che vi espongo in seguito:

mercoledi scorso (30 di settembre) mi sono ricoverata per effettuare terapia radiometabolica con iodio 131poichè sono una paziente con carcinoma tiroideo. Il medico nucleare mi ha prescritto una dose di 100 mci che ho ingerito la mattina del mercoledi. Fino a venerdi mattina sono rimasta in ospedale, in una stanza di piombo, completamente isolata e venerdi mattina mi hanno dimesso con i seguenti valori analizzati dal dipartimento di fisica nucleare dell'ospedale:

Attivitá amministrata: 3700 MBq

Data di amministrazione del farmaco :30/09/20

Data di dimissione: 2/10/2020

Valore alle dimissioni: (1 metro) 16,3 microSv/h

Nel referto si specifica che devo mantenere una distanza di sicurezza dai miei bambini (4 anni e 10 mesi) di un metro per 4 giorni (dal bambino di 4 anni) e 5 giorni (dalla bambina di 10 mesi) e altre norme di comportamento che non sto qui a decsrivere.

La mia perplessitá riguarda il numero di giorni che mi èstato calcolato, in quanto conosco varie persone (e sono membra di vari gruppi sul carcinoma della toroide) che hanno ricevuto lo stesso trattamento (con la stessa dose o anche minore) ma sono state isolate dai loro figli per 15 giorni.

Volevo chiedere un vostro parere in merito e se per voi è meglio che stia isolata per piu tempo, perchè ho paura che la mia vicinanza possa danneggiare i miei figli, dato che sicuramente staró ancora emettendo radiazione nella zona del collo.

Gentile Signora Rosa,

grazie per averci interpellati. I dati che lei ci ha inviato mostrano una cinetica del 131I molto rapida (il tempo di dimezzamento effettivo del radioiodio è intorno alle 13-14 ore) il che indurrebbe a pensare che lei sia stata trattata non per ablazione del residuo post chirurgico ma per un’eventuale recidiva (non lo specifica nella sua lettera). Cioè saremmo portati a pensare che la terapia da lei effettuata non sia la prima cui lei si è sottoposta in ordine temporale, ma segua invece una prima terapia ablativa vera e propria.

Quando si esegue una terapia ablativa (il che viene fatto in genere qualche tempo dopo l’intervento chirurgico) una piccola parte di tessuto tiroideo è di solito ancora presente nel letto operatorio. Questa piccola massa assorbe 131I che rimane quindi fissato nel residuo che costituisce a questo punto a sua volta una piccola sorgente di radiazioni. Questa sorgente è passibile di irradiare le persone che ci stanno vicine. Ecco perché le raccomandazioni che seguono la terapia ablativa sono di solito molto più lunghe (per bambini piccoli e neonati anche 20-30 giorni).

Nel suo caso, presumibilmente, lei è stata trattata per una supposta recidiva. In questo caso il residuo tiroideo è stato già ablato in precedenza (tramite il primo trattamento con 131I da lei effettuato dopo l’intervento chirurgico) e quindi la captazione del radioiodio in tiroide non c’è e la cinetica del 131I, ovvero il tempo di rilascio del 131I dal suo corpo, è molto rapida. In questo caso le prescrizioni sono molto meno stringenti.

Per curiosità ho fatto un calcolo basandomi sui dati da lei forniti: con un tempo di dimezzamento effettivo del 131I di 15 h dopo 5 giorni la quantità di radioiodio presente ancora nel suo organismo sarebbe intorno a 1,5 MBq. La dose assorbita da qualcuno che le stesse anche molto vicino sarebbe trascurabile.

Mi sentirei quindi di affermare che, nel caso lei fosse stata sottoposta alla terapia di un’eventuale recidiva (nel caso di terapia ablativa le cose sarebbero molto diverse…) le prescrizioni che le sono state consegnate sono congruenti. Mi asterrei comunque assolutamente dall’allattamento al seno.

Inoltre, ho comprato un collare protettivo per la tiroide di piombo, volevo sapere se ho fatto bene e se é meglio che lo uso io quando starò con la bambina in braccio per i primi giorni, o é meglio che lo indossino i bambini. A tal riguardo approfitto per fare una domanda scientifica: dove va o in cosa si trasforma l'energia che viene schermata dal piombo?

L’utilità dipende dallo spessore del collare. I collari in commercio, il cui spessore in Pb o Pb-eq è intorno ai 2,5 mm non sono sufficienti a schermare le radiazioni gamma da 364 KeV (emissione più probabile) del 131I e quindi riterrei sostanzialmente inutile il loro utilizzo.

L’energia che viene schermata non va da nessuna parte: semplificando molto, i fotoni interagiscono con gli atomi del materiale schermante trasferendo loro in parte la loro energia che viene in qualche modo dissipata nello stesso materiale schermante (dal quale non esce quasi niente).

Speriamo di essere stati chiari, ma se avesse ancora necessità o se qualcosa le risultasse oscuro non esiti a ricontattarci.

Cordiali saluti.

 

RispondiQuota
Postato : 8 Ottobre 2020 15:28
Maria Rosa
(@maria-rosa)
Membro Attivo

Gentilissimi dottori, 

innanzitutto mille grazie per avermi risposta ed anche in maniera molto esaustiva.

Le chiarisco i dubbi qui descritti:

fui operata di tiroidectomia totale con asportazione dei linfonodi centrali e due paratiroidi il 22 gennaio 2020 ma fino al 30 settembre non ho potuto fare la radiometabolica perché allattavo al seno e l'endocrinologa visti i risultati favorevoli delle analisi ormonali e anticorpali mi disse che avrei potuto aspettare per poter allattare mia figlia almeno 6 mesi, come suggerito dalla OMS. In effetti lei mi precisó che il chirurgo aveva cercato di eliminare tutto ma che, viste le analisi, era rimasto sicuramente pochissimo tessuto da eliminare e che avremmo potuto farlo con traquillitá.

Quindi, il trattamento che ho subito è il primo (e spero l'unico) post-intervento per eliminare eventuale tessuto residuo.

Effettivamente devo ammettere che anche il medico nucleare che mi ha consegnato la pillola di iodio e che mi ha assistita nei giorni di ricovero, mi ha detto che eliminavo molto bene e velocemente il radioisotopo.

Ma da quanto mi avete scritto, deduco che quindi 5 giorni sono pochi per mantenere un contatto sicuro dai miei figli? E come mai la questione cambia se l'eliminazione avviene allo stesso modo, che sia ablazione o meno?

Non potrebbe essere che ho eliminato velocemente perchè non avevo quasi nessun residuo? In effetti 72 h dopo la somministrazione dello iodio ho eseguito la scintigrafia total body e si é vista captazione solo nella zona della tiroide.

 

Sono molto preoccupata perché il settimo giorno ho gia ripreso i contatti strettissimi con la mia bambina perché si e´ammalata e aveva bisogno di me. L'ho fatto con tanta preoccupazione perchè la mia idea era di stare piú tempo isolata, ma sono riuscita solo a stare un giorno in piú rispetto a quelli prescritti dal fisico nucleare sul referto.

 

Per favore, mi chiarireste quali sono i rischi a cui si é sottomessa la mia bambina? Cosa posso fare per assicurarmi che non abbia ricevuto forti radiazioni? Potreste voi fare un calcolo?

 Grazie, grazie, grazie di cuore.

 

Un saludo 

Maria Rosa

RispondiQuota
Postato : 10 Ottobre 2020 11:50
c.traino@ao-pisa.toscana.it
(@c-trainoao-pisa-toscana-it)
Utenti

Gentile Sig.ra Maria Rosa,

Alleghiamo un file .pdf con la risposta al suo secondo quesito.

Cordiali saluti.

RispondiQuota
Postato : 12 Ottobre 2020 18:12
Maria Rosa
(@maria-rosa)
Membro Attivo

@c-trainoao-pisa-toscana-it

Carissimi dottori,

sono senza parole per la professionalità e amabilità che avete dimostrato. I calcoli sono chiarissimi e mi hanno tranquillizzata moltissimo.

Grazie mille di cuore per il lavoro che svolgete con tanta dedizione e amore: il chiarimento e le vostra spiegazioni sono delle "cure psicologiche" per noi utenti, soprattutto quando ci sono di mezzo i bambini ed i dubbi e le preoccupazioni diventano insormontabili.

 

Un caro saluto

 

Maria Rosa

RispondiQuota
Postato : 13 Ottobre 2020 11:42
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