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Emergenza – Radiologia

In questo blog vogliamo raccogliere e condividere suggerimenti, indicazioni, domande relative al tema Radiologia (RX convenzionale, TC, RM…), utili per ottimizzare l'attività dei fisici medici in questo settore.

Porto la nostra esperienza:
premetto che abbiamo due sedi ospedaliere, una di esse sta diventando ospedale CV provinciale
1) TPS: stiamo attivando il remote desktop sul TPS da intranet locale (intra-ospedaliero per evitare assembramento in RT) e in remoto da casa nel malaugurato caso di quarantena
2) stiamo attivando i protocolli HRCT e oncologici su CT di RT e CT di PET.
3) stiamo dedicando 3 portatiili al CV (spostandoli di ospedale (art22) e, in caso di due fermi da tempo rifacendo anche accettazione contingente al torace per CV
4) sospendiamo i controlli procastinabili se su macchine in zone ad elevata frequentazione
5) per il personale, stante il DPCM, ci stiamo organizzando per ridurre la possibilita' di esposizione facendo turni appropriati
Hope it helps.
Stephane Chauvie, Cuneo

 

 

Ci stiamo preparando a predisporre un protocollo ottimizzato per TC torace per polmonite da COVID-19 (sembra che sia estremamente efficace per valutare il danno interstiziale).

Da un rapido sguardo alla scarsa letteratura degli ultimi giorni, non mi sembra di trovare un'indicazione media (si passa da acquisizioni a 5mm a 1,5, ricostruzioni con kernel diversi etc etc). Qualche suggerimento?

Pur nell'emergenza e nella priorità della diagnosi, oppure proprio per dare il nostro contributo, identificare un buon protocollo per un esame che potrebbe diventare molto diffuso e ripetuto penso potrebbe essere importante

Ciao, non ho indicazioni o suggerimenti, voglio solo stressare l'importanza di arrivare ad un protocollo ottimizzato, in vista anche delle situazioni che stanno maturando anche fuori Europa. Stiamo collaborando con colleghi fisici di un ospedale univeristario in USA che si sta attrezzando, prima che arrivi lo stato di emergenza, per avere un'iconografia di riferimento per diagnosticare i covid-19. Mi sento di dire che qualsiasi passo avanti che riusciamo a fare se viene condiviso con sufficiente anticipo può dare un apporto fondamentale per far fronte all'emergenza. Facci sapere...grazie! 

Non so se possa essere utile alla discussione, ma presso l'ASST Santi Paolo e Carlo i clinici stanno procedendo verso l'effettuazione di ecografie polmonari anzichè TC, più vantaggiose in termini radioprotezionistici per i pazienti e per gli operatori, nonchè dal punto di vista del rischio biologico, visto che le ecografie vengono eseguite nei reparti COVID, senza la necessità di spostare i pazienti verso la radiologia.

Un caro saluto

Grazie Michela per il tuo contributo; potresti dire qualcosa in più della metodica adottata? A partire dalla finalità (diagnosi di polmonite interstiziale?...). E poi, una volta confermata la finalità, qualcosa su sensibilità e specificità, per poterla confrontare con TC e anche RX, che spesso viene utilizzata in prima battuta, anche per il fatto che un RX torace, come l'ecografia, può essere fatto nei repati.

Nell'interessantissimo webinar dell'ESR (argomento: evidenze nell'esperienza italiana della diagnostiica radiologica del coronavirus) tenutosi il 1 aprile, il Dott. Sverzellati, primario radiologo dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, ha sostenuto che la risposta al quesito sull'adeguatezza degli US nella diagnosi non è semplice. Mentre gli ultrasuoni sono stati utilizzati da intensivisti in pazienti in condizioni critiche, dovrebbero essere visti come un complemento piuttosto che un sostituto, e oltretutto sono altamente dipendenti dall'operatore. I radiologi non dovrebbero rinunciare ai raggi X e alla TC per una descrizione affidabile del parenchima polmonare. I risultati degli ultrasuoni mostrano una certa correlazione con il decorso clinico, ma è necessaria un'ulteriore conferma per capire se l'ecografia del torace possa essere utilizzata in alternativa alle metodiche di elezione.

 

Il Responsabile della Sezione di supporto tecnico al ssn in materia di radiazioni dell’INAIL (rif. Art. 7.2 DPR 543794e smi), Dott. Francesco Campanella, ha diffuso una importante nota relativa ai criteri di valutazione ispettiva in tempi di emergenza covid-19. La possiamo leggere qui.

Il Collegio di Radioprotezione in ambito Sanitario ha emesso indicazioni per l'esecuzione in sicurezza di esami RX torace in ambienti dedicati alla gestione di pazienti COVID-19 (terapie intensive e subintensive, accettazione percorso COVID, reparti di isolamento, e altri). Troviamo qui il documento

Riportiamo qui il comunicato stampa di SIRM nel quale si parla di TC nel percorso diagnostico del covid-19 e delle fake a riguardo

Ciao.

Il nostro ospedale sta valutando la possibilità di dotarsi di un apparecchio radiologico portatile per effettuare RX torace presso i domicili di persone che ne avessero bisogno in relazione al COVID-19.

Qualcuno ha suggerimenti in merito alle procedure autorizzative necessarie?

Infatti la linea rigorosa sembrerebbe essere la richiesta di nulla osta al prefetto ex art.27. Una alternativa è la comunicazione ex art.22, molto meno onerosa e più veloce. Qualcuno ha già esperienza in materia?

Grazie.

Il 30 marzo scorso Regione Lombardia si è espressa a riguardo in una comunicazione nella quale si recita:

Radiologia domiciliare: l’attività radiologica in questione non è soggetta all’obbligo di nulla osta di cui all’art. 27 Comma 1 bis del D.lgs 230/95, in virtù di quanto previsto all’ultimo periodo del punto 2.5 dell’allegato IX che, nel caso di impiego di apparecchiature radiologiche, delimita con chiarezza il campo di applicazione del suddetto comma 1 bis dell’art. 27 a quelle impiegate al solo scopo industriale o di ricerca scientifica. Pertanto, anche una nuova attività di radiologia domiciliare intrapresa da una Struttura Sanitaria presso la quale vengono già svolte attività radiologiche regolarmente notificate ai sensi dell’art. 22 del d.lgs. 230/95 si configura come modifica di pratica e, stante l’attuale disposto normativo, può, come nel caso precedente, essere notificata agli Enti competenti anche il giorno precedente all’inizio dell’attività.

Qui il testo completo della comunicazione.

Mi sembra importante condividere i 4 suggerimenti da parte dei radiologi coinvolti nelle indagini di pazienti sintomatici; nonostante abbiano avuto contatto con 3083 pazienti, nessuno di loro ha contratto l'infezione. Vale la pena di condividere le indicazioni con i radiologi che operano nei nostri ospedali.

 

Huang and colleagues described four actions the radiology department took to control infection spread among staff and patients.

  1. Established an emergency management and infection control team, chaired by the radiology department director. The team's responsibilities include coordinating infection control between hospital management and radiology, collecting and disseminating to staff current infection control information (often via the WeChat app), and developing an emergency plan to ensure the department continues to function normally.
  2. Reconfigured the radiology department. The emergency management team divided the department into "contaminated," "semicontaminated," "buffer," and "clean" zones. The contaminated area is isolated with physical barricades and includes CT and digital radiography exam rooms designated for patients with suspected or confirmed COVID-19. The semicontaminated area has a fever-CT control room (see below) and patient exam areas, while the buffer zone features access areas for medical staff and a dressing space for technologists. The administrative office and the reading room are in the clean area.
  3. Provided personal protection gear and staff training. The team ensures that its staff have protective gear and requires them to wear and remove this gear according to infection control protocol. To mitigate stress, it offers technologists a four-hour break from the contaminated area once per week; it also monitors staff for symptoms of COVID-19. Staff are regularly reminded to take personal protective measures (not touching the mask or their eyes, washing their hands).
  4. Established a "fever CT" protocol. The protocol is reserved for scanning patients with fever or who are suspected of having COVID-19 and includes the following:
    • Notifying the radiologist in advance of a patient with suspected disease
    • Routing the patient to the fever-CT waiting area through a fever access area
    • Performing the exam, then disinfecting the equipment (chlorine wipes, turning off air conditioners to prevent air contamination, using ultraviolet light for 60 minutes, four times per day)

With these measures in place, 3,083 people with fever underwent CT exams between January 21 and March 9, and no radiology staff showed signs of being infected with the novel coronavirus, Huang's and colleagues noted.

 

Buongiorno
scrivo poiché sono molto allarmato per l'effetuazione ravvicinata (da gennaio a fine aprile) di ben quattro TAC con una dose cumulativa di radiiazioni assorbite assai elevata (con ogni probabilità intorno o superiore ai 100 mSv). Le TAc sono state effettuate in occasione di altrettanti ricoveri (per appendicetomia con peritonite il 21/01/20; per la complicanza di una raccolta nell'addome il 15/02; per un'epatopatia colestatica da supposta intossicazione farmacologica il 15/04 e sucessivammente una Tac ai polmoni per il protoccollo covid - esame che non avrei voluto effettuare e che, vista la negatività del tampone , ritengo davvero assurdo). Al momento posseggo solo i dati delle prime due Tac all'addome effettuate, come la terza nello stesso ospedale, entrambe indicative di una dose di circa 1720 DLP per ognuuna! che rapportati a un coefficiente di ponderazione per organo di 0,015 danno un valore di circa 26 mSv (attualmente peso 80 kg. per 1.92 di altezza) Solo così sono quindi già oltre i 50 mSv (considerando un valore analogo per le restanti supererò i 100). Gentilmenete vorrei quindi chiedere se valori ben superiori alla soglia limite prevista dalle legge (appunto 50 mSv /anno), oltre al rischio cangerogenesi cui ormai sono rasseganto, possano avermi causato effetti collaterali come in una radioterapia. Avverto infatti astenia, bradicardia (forse conseguente alla perdita di peso registrata) e soprattutto! persistente sapore disgustoso e metallico che non pare direttamente collegabile alla epatopatia (anche se in parte, ma meno di ora, era presente prima delle ultime due Tac). Se questi sintomi non dipendessero dalla iperbilurubinemia (comunqque in calo) ma dalle radiazioni c'è possibilità che siano solo provvisori e si esauriscano? Il rischio cancerogeno intorno ai 100 mSv può considerarsi nell'ordine dello 0,5/1%? E nell'arco di quanto tempo (ovviamente un conto è avere un rischio cancro aumentato a 5 anni o a 30).? Se cortesemente poteste dare una risposta alle mie domande vi sarei inffintitamente grato (sono molto provato da sei mesi di malattia e dai tanti disturbi e ricoveri). Ringrazio anrticipatamente di cuore chi mi risponderà. cordiali Saluti

Il quesito è stato spostato nel forum - radiologia: https://www.fisicamedica.it/node/28800

Buongiorno, scrivo perché la mia bimba di quasi dieci anni deve fare una radiografia per lo studio dell'età ossea; e 24 giorni fa è stata sottoposta a una radiografia bacino e arti inferiori. Sono preoccupata perche le due radiografie sono così ravvicinate. Ci sono rischi per lei? Cosa mi consiglierebbe ? Grazie in anticipo.

Il quesito è stato spostato nel forum - categorie speciali: https://www.fisicamedica.it/node/28801

Buongiorno ho fatto fare una rx torace -estendendo l'irradiazione alla zona anteriore del collo - alla mia bambina quando aveva 18 mesi perché aveva una tosse persistente e si temeva dovuta all'ingestione di corpo estraneo circa un mese prima. Purtroppo non sono stati considerati i rischi dovuti alla pericolosità dell'irraziazione al collo a questa età, io stessa non ne ero a conoscenza, nè il radiologo mi ha allertato. Ora a circa 7 mesi di distanza dalla rx sono stati diagnosticati alla bambina due noduli tiroidei (uno di 5 mm e uno di 2/3 mm) di cui non si conosce ancora la natura benigna o maligna. Volevo chiedere se una rx al collo anteriore all'età di 18 mesi può determinare un carcinoma alla tiroide (se le probabilità sono alte) e in quanto tempo può svilupparsi dall'esposizione ai raggi x. È stata effettuata una sola esposizione. Grazie

Il quesito è stato spostato nel forum - categorie speciali: https://www.fisicamedica.it/node/28802